lug 23

INDICAZIONI:

1. Diagnosi di tumore mammario quando la mammografia è dubbia, inadeguata o indeterminata (microcalcificazioni dubbie, distorsioni del parenchima, cicatrici chirurgiche, tessuto mammario radiologicamente denso, protesi mammarie).
2. Completamento diagnostico nella identificazione di tumori multicentrici, multifocali o bilaterali in pazienti con tumore della mammella noto.
3. Studio della multi-drug resistance.
4. Valutazione della risposta alla chemioterapia.

PREPARAZIONE DEL PAZIENTE:

Digiuno.

INFORMAZIONI DA RACCOGLIERE:

1. Periodo del ciclo mestruale.
2. Precedente mammografia.
3. Precedente ecografia.
4. Altre indagini diagnostiche disponibili.
5. Interventi chirurgici recenti o procedure diagnostiche invasive: agoaspirato (verificare che siano trascorse almeno 2 settimane), biopsia escissionale (verificare che sino trascorse almeno 4 settimane), intervento chirurgico o radioterapia (verificare che siano trascorsi almeno 2 mesi).
6. Recente chemioterapia.

PRECAUZIONI:

osservare le norme e le raccomandazioni radioprotezionistiche.

RADIOFARMACI E DOSI:

99mTc-sestamibi, 99mTc-tetrafosmina, 740 MBq. Utilizzare un butterfly iniettando nel braccio controlaterale alla mammella da valutare.

PROTOCOLLI DI ACQUISIZIONE:

la paziente viene posizionata prona su un lettino dedicato o un cuscino adattatore che permette di mantenere le mammelle in esame pendenti dal piano di appoggio. Questa posizione consente la maggiore distensione delle mammelle e l’allontanamento dalle strutture della parete toracica.

Nel posizionare la gamma camera per l’acquisizione della proiezione laterale di ciascuna mammella, bisogna aver cura di escludere dal campo di vista gran parte dell’addome superiore in modo tale che la radioattività proveniente da questa struttura anatomica non oscuri l’attività proveniente dalle mammelle.

Alla fine delle proiezioni laterali in posizione prona, si acquisisce un’immagine del torace in proiezione anteriore in clinostatismo invitando la paziente a tenere le braccia alzate per valutare simultaneamente entrambe le mammelle ed i cavi ascellari.

Sebbene non vi sia un consenso generale sull’uso della SPECT per l’imaging della mammella, è importante precisare che tale metodica tomografica permette una valutazione più accurata dell’ascella, contribuire alla soluzione di specifici quesiti clinici, il sospetto di multifocalità, il sospetto di coinvolgimento dei linfonodi della catena mammaria interna.

Nello Studio Manni si eseguono per la scintigrafia mammaria acquisizioni statiche (proiezioni laterali e proiezione anteriore in clinostatismo di entrambe le mammelle), acquisizione tomografica (SPECT del torace). Tracciante utilizzato 99mTc-tetrafosmina.

CONTROINDICAZIONI:

Gravidanza e allattamento. Non sono segnalate reazioni di intolleranza o interferenza da farmaci.

INDICAZIONI CLINICHE:

1. Mammella densa o con distorsioni del parenchima (valutazione del nodulo sospetto).
2. Sospetta recidiva in mammella sottoposta a recente chirurgia (valutazione della lesione sospetta).
3. Lesioni sospette in presenza di protesi mammaria (valutazione di lesioni in contiguità con la protesi).
4. Massa palpabile non ben definita alla mammografia e all’ecografia (valutazione della lesione sospetta).
5. Valutazione della risposta alla chemioterapia.
6. Pazienti con linfonodi ascellari positivi per carcinoma a partenza ignota (visualizzazione della lesione mammaria).
7. Pazienti con predisposizione genetica (BRCA-1,2) o familiare (indagine di screening precoce).

TRACCIANTI:

il 99mTc-TETRAFOSMINA, è un catione lipofilico, inizialmente utilizzato negli studi di perfusione miocardica e successivamente impiegato per l’identificazione scintigrafica di vari tipi di neoplasia.

Il meccanismo di captazione è solo parzialmente noto. Il 99mTc-Tetrafosmina entra nelle cellule sia miocardiche che neoplastiche in risposta ai potenziali transmembrana e si localizza in maniera reversibile nei mitocondri.

L’aumentato accumulo in lesioni maligne è stato messo in relazione alle aumentate esigenze metaboliche di tessuti in attiva proliferazione con conseguente aumento dell’attività e/o densità mitocondriale. Un’importante proprietà di questo catione lipofilico che ne condiziona l’uptake tumorale è la capacità di legarsi alla P-glicoproteina, una molecola di trasporto situata sulla membrana cellulare e coinvolta nei meccanismi di farmaco resistenza pleiotropica.

Questo catione lipofilico viene infatti riconosciuto come substrato da questa proteina ed estruso dalle cellule neoplastiche.

La captazione tumorale netta del 99mTc-tetrafosmina è quindi il risultato di due meccanismi opposti: l’entrata determinata dall’elettronegatività dei potenziali di membrana e l’uscita mediata dalla eventuale presenza della P-glicoproteina.

Alcuni esempi di Scintigrafia Mammaria:

immagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammariaimmagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammariaimmagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammariaimmagine scintigrafia mammaria immagine scintigrafia mammaria
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lug 23

Alcune informazioni sulle neoplasie della Mammella

Le neoplasie della mammella sono oggi quelle più frequenti nella popolazione femminile. Tuttavia, la prevenzione e la diagnosi precoce possono permettere una terapia chirurgica e medica tale da garantire una reale guarigione della malattia.

Nessun altro tumore solido ha visto una così rapida progressione nella diagnostica e nella terapia come il cancro della mammella negli ultimi due decenni. Oggi, la grande maggioranza delle donne con cancro della mammella può guarire dal proprio tumore con terapie accettabili ed evitando mutilazioni.

Uno degli elementi essenziali di questa battaglia è la multidisciplinarietà, cioè la capacità di più figure professionali di lavorare insieme per affrontare le molteplici problematiche che oggi si presentano (chirurgo, oncologo, radioterapista, medico nucleare, chirurgo plastico, psicologo). La chirurgia rimane l’approccio iniziale per la maggior parte delle pazienti, ma viene associata o meno ad altre terapie, come la chemioterapia, l’ormonoterapia o la radioterapia, da sole o in combinazione tra loro.

Oggi, la maggior parte dei tumori della mammella è guaribile, senza disfigurazioni.

Esistono fondamentalmente due tipi di trattamento chirurgico.

La chirurgia conservativa (tumorectomia, quadrantectomia): in questo caso il chirurgo rimuove il tumore con una piccola area di tessuto sano circostante per non lasciare alcuna cellula tumorale nella mammella residua, oppure la mastectomia: in questo caso il chirurgo rimuove l’intera mammella.

In genere la mastectomia viene effettuata con la ricostruzione immediata da parte del chirurgo plastico proprio per evitare le conseguenze psicologiche di trattamenti radicali.

La ricostruzione immediata può essere effettuata :

1. con protesi: dopo la mastectomia il chirurgo plastico prepara una tasca muscolare (al di sotto del muscolo pettorale) sotto la quale inserisce la protesi definitiva.

2. con espansore: dopo l’intervento viene posizionato un palloncino ripieno di soluzione fisiologica che periodicamente sarà gonfiato durante le visite ambulatoriali in modo da

preparare la pelle ad accogliere la protesi definitiva che sarà posizionata dopo almeno 6 mesi.

La scelta del tipo di trattamento chirurgico dipende dal tipo di tumore, dalla sua estensione, dalla localizzazione, dall’età della paziente e da alcuni fattori di rischio e soprattutto dai desideri della paziente, compatibilmente con l’entità della malattia.

Le tecniche di rimodellamento della mammella permettono oggi di acquisire un buon risultato estetico ed una simmetria il più possibile soddisfacente. A volte per raggiungere questi risultati si opta per una mastopessi controlaterale durante lo stesso intervento chirurgico.

“Il tipo di terapia chirurgica dipende da vari fattori. Non sempre un trattamento più radicale vuol dire essere di fronte ad una malattia più grave, anzi, a volte, trattamenti più

radicali vengono scelti proprio per garantire la massima guaribilità”.

Linfoscintigrafia per la ricerca del Linfonodo Sentinella

Presso il nostro Centro di Medicina Nucleare, il giorno prima dell’intervento viene effettuata una piccola iniezione non dolorosa a livello della cute della mammella con un ago da insulina. Ciò permette l’identificazione del primo linfonodo di drenaggio, il “linfonodo sentinella”, che viene rimosso durante l’intervento attraverso una piccola incisione ascellare, oppure attraverso la stessa incisione mammaria.

Lo studio dei linfonodi ascellari rappresenta una fase molto importante dell’inquadramento della sua malattia perché fornisce informazioni essenziali riguardo alla sua stadiazione, e quindi alla eventuale necessità di terapie successive.

Fino a qualche anno fa tutte le donne affette da cancro della mammella venivano sottoposte routinariamente all’asportazione di tutti i linfonodi ascellari.

Gli studi condotti negli ultimi anni hanno invece dimostrato che tale procedura è inutile oltre ad essere correlata all’insorgenza di alcune complicanze (linfedema, parestesie, dolore, ecc..), per cui la rimozione dei linfonodi viene oggi effettuata solo in caso di positività del “linfonodo sentinella”, cioè del primo linfonodo che riceve linfa dalla mammella. Il linfonodo sentinella sarà sottoposto ad esame durante l’intervento chirurgico direttamente dal patologo: se risulterà indenne non si procederà ad asportare altri linfonodi, a meno che non siano particolarmente aumentati di volume.

Nel post-operatorio il linfonodo sentinella verrà analizzato con molteplici sezioni e colorato con tecniche particolari che permettono l’identificazione persino di pochissime cellule tumorali.

In caso di positività del linfonodo sentinella sarà necessaria la “linfectomia ascellare”, cioè l’asportazione dei linfonodi del cavo ascellare per consentire un migliore controllo della malattia e per evitare che essa si ripresenti.

In questo caso verrà posizionato un drenaggio al termine dell’intervento: esso ha lo scopo di raccogliere e convogliare verso l’esterno la linfa che continuerà a raggiungere l’ascella.

Attualmente il Linfonodo Sentinella rappresenta una rivoluzione nel trattamento chirurgico delle donne con cancro della mammella.

Approfondimenti (in lingua italiana)

DA HALSTED AL LINFONODO SENTINELLA, IL LUNGO CAMMINO DELLA CHIRURGIA NELLA LOTTA AL TUMORE DEL SENO

Veronesi: “Con il linfonodo sentinella abbiamo evitato 7000 operazioni inutili”

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lug 23

PRINCIPIO

La scintigrafia ossea ed articolare totale corporea è una delle indagini maggiormente richieste nel sospetto di metastasi ossee soprattutto nella fase di follow-up.

Le moderne gammacamere a doppia testa consentono di ottenere studi di tutto il corpo in circa 15 minuti con immagini di elevata qualità e con un buon dettaglio anatomico.

Il tessuto osseo neoformato, di accrescimento o di riparazione, fissa i difosfonati marcati con 99mTc in modo direttamente proporzionale alla sua attività metabolica ed in misura minore alla perfusione ematica distrettuale e alla permeabilità capillare.

Ogni area di accrescimento (metafisi) o di riparazione (tessuto peri-osteolitico) viene evidenziata come una zona di accumulo del tracciante molto prima che l’alterazione metabolica focale modifichi la densità dell’osso di un valore apprezzabile ai raggi X.

I difosfonati marcati con Tecnezio-99m si fissano in corrispondenza degli osteoblasti presenti nello scheletro normale. La concentrazione radioattiva risulta fisiologicamente più intensa in corrispondenza dello sterno, del rachide e del bacino.

Va precisato che tutte le lesioni ossee di natura traumatica, infiammatoria, degenerativa o neoplastica determinano una concentrazione di osteoblasti nella sede della lesione e di conseguenza un aumento della concentrazione radioattiva.

La scintigrafia ossea è pertanto un’ indagine ad elevata sensibilità.

INFORMAZIONI TECNICHE E ORGANIZZATIVE

• Non è richiesta alcuna preparazione al paziente.
• Tempo tecnico per l’indagine è di 20’-30’, più il tempo di attesa tra somministrazione ev ed acquisizione delle immagini (3-4 ore).
• Reazioni di interferenza da farmaci: steroidi, calcio, vitamina D possono provocare una ridotta captazione ossea del radiotracciante; la chemioterapia può dare un’aumentata ritenzione renale ed un accumulo in corrispondenza della teca cranica; gli estrogeni possono causare un accumulo a livello della regione mammaria.

CONTROINDICAZIONI

• Gravidanza ed allattamento.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA FISSAZIONE OSSEA DEI DIFOSFONATI MARCATI CON 99mTc

• Grado di vascolarizzazione.
• Entità del compartimento extracellulare osseo.
• Quantità di collagene immaturo (osteoide) ed attività enzimatica locale (fosfatasi).
• Stato di mineralizzazione con assorbimento sulla superficie del cristallo, scambio ed inserimento nel reticolo cristallino.
• Screening preoperatorio e follow-up di neoplasie che più frequentemente possono dare metastasi ossee (dimostrazione di presenza, sede e numero di metastasi).
• Tumori ossei primitivi (osteosarcoma osteogenico, sarcoma di Ewing, mieloma).
• Tumori ossei benigni che possono presentarsi in forma poliostotica (osteocondroma, encondroma, displasia fibrosa).
• Morbo di Paget (indicato in corso di diagnosi e follow-up terapeutico).
• Spondilite anchilosante (valutazione dell’interessamento articolare).
• Algodistrofia simpatico-riflessa (anomala distribuzione del radiotracciante nelle sedi sospette).
• Patologie metaboliche dell’osso (dimostrazione di presenza, sede e numero di lesioni).
• Osteomieliti (possibilità di forme multifocali).
• Artriti.
• Necrosi avascolari.
• Traumi.
• Fratture occulte.
• Fratture da stress (esame indicato nella microtraumatologia dello sport).
• Conferma del maltrattamento dei bambini (focolai di iperfissazione del tracciante osteotropo nelle sedi dolorose con Rx negativo).
• Sospetta patologia delle protesi ossee.
• Dolore osseo non altrimenti spiegabile.

CRITERI INTERPRETATIVI

Occasionalmente le alterazioni del quadro scintigrafico possono presentarsi come aree di ridotta fissazione del radiotracciante (aree fredde):

• Neoplasie particolarmente aggressive e rapidamente destruenti, a prevalente carattere osteolitico, che non danno tempo al tessuto osseo di produrre reazione osteoblastica (metastasi da carcinoma indifferenziato in pazienti relativamente giovani).
• Impianto di metastasi in strutture di scarso spessore (zona centrale della cresta iliaca).
• Lesioni particolarmente dense senza flusso sanguigno (sequestri osteomielitici).

Perché la scintigrafia ossea rimane l’indagine di prima scelta nella ricerca di metastasi scheletriche da carcinomi?

Rispetto alla Tc:

• Consente uno studio totale corporeo a costi minori.
• Comporta una dose di radiazioni significativamente minore per il paziente.

Rispetto alla RMN:

• È meno costosa.
• È più accessibile.

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lug 23

La Scintigrafia e’ un esame nel quale una piccola ed innocua quantità di radioattività è usata al fine di ottenere delle immagini che, esaminando il funzionamento dell’organo o/e degli organi, aiutano il medico a diagnosticare correttamente lo stato di salute del paziente.

Il farmaco è iniettato in una vena del braccio. Successivamente bisogna aspettare un tempo variabile a seconda dell’esame. Durante l’esecuzione dell’esame la posizione del paziente può essere distesa o seduta. La gammacamera, che è l’apparecchio con il quale si esegue l’esame, sarà posto vicino al paziente; non c’è alcun problema per le persone che soffrono di claustrofobia.

Le radiazioni sono pericolose?

La dose assorbita relativa agli esami di medicina nucleare è bassa, paragonabile o inferiore a un esame radiografico.

Cosa dire rispetto alla gravidanza?

Bisogna informare il medico, prima della somministrazione del farmaco, della gravidanza in corso o presunta. E’ infatti necessario prendere ogni precauzione e discutere con lo specialista della effettiva necessità dell’esame.

Cosa fare in caso di allattamento?

Alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno. E’ opportuno prima della somministrazione del farmaco informare il medico Nucleare che valuterà se interrompere l’allattamento e per quanti giorni o se è il caso di rimandare l’esame.

Gli esami scintigrafici possono essere praticati ai bambini?

Sì, possono essere praticati a bambini; la quantità di farmaco è proporzionata al peso.

Cosa bisogna fare dopo la somministrazione?

Il tempo di attesa dopo la somministrazione dipende dall’esame; per esami dinamici si può iniziare subito, per altri esami come ad esempio la scintigrafia ossea bisogna aspettare alcune ore. Alcuni esami come per esempio le scintigrafie con Iodio 131 richiedono che il paziente ritorni dopo alcuni giorni. E’ necessaria una preparazione particolare prima dell’esame? Generalmente non è necessaria nessuna preparazione; viene consigliato un digiuno di circa 2/4 ore prima di iniziare l’esame.

Cosa è necessario fare dopo l’esame?

Si può mangiare e bere normalmente; potrebbe essere necessario bere più del solito in modo da liberarsi prima dalle sostanze iniettate. E’ possibile tornare al lavoro dopo l’esame? Si non vi è nessuna contro indicazione.

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mar 25

Sabato 4 aprile 2009, presso la Biblioteca Civica di Trinità, saranno presentati gli impianti fotovoltaici installati e l’attività svolta presso le scuole medie di Trinità, Sant’Albano, Fossano e Genola nell’ambito dei Bandi del Ministero dell’Ambiente e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fossano.

Sabato 4 aprile, presso la Biblioteca Civica di Trinità (Piazza Umberto I 9/C) alle ore 15.45, si terrà il convegno dal titolo “Il Sole a scuola”, nel corso del quale sarà presentata l’attività svolta presso le scuole medie di Trinità, Sant’Albano, Fossano e Genola. Tale sperimentazione unisce all’aspetto progettuale della realizzazione degli impianti fotovoltaici quello didattico e formativo che ha visto coinvolti gli studenti nelle analisi e negli interventi di razionalizzazione e risparmio energetico.

I finanziamenti erogati dal Ministero dell’Ambiente per l’installazione degli impianti sono gli unici acquisiti in provincia di Cuneo e rappresentano il risultato della collaborazione tra le Amministrazioni Comunali e lo Studio di Ingegneria Pietro Ferrero di Fossano, ottenendo la valutazione positiva della Commissione Tecnica competente. 

 

A presentare il progetto interverranno, oltre al Sindaco di Trinità, Ernesta ZUCCO, l’Ing. Pietro FERRERO, i dirigenti, i docenti e gli alunni delle scuole coinvolte nella sperimentazione, il dott. MIGLIO che illustrerà il  bando della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fossano e gli Amministratori comunali in merito alla replicabilità dell’iniziativa.

 

Il Convegno si svolge con il Patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

 

Per info:

Biblioteca Civica di Trinità: 0172/652104

Studio Ing. Ferrero: 0172/694279


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nov 24

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