apr 19

Settimana scorsa tutti gli occhi erano puntati sul Tribunale di Torino, chiamato a decidere sull’incidente verificatosi tre anni fa presso la Thyssenkrupp, nel quale persero la vita sette operai. La sentenza definitiva emessa dal Tribunale ha condannato a scontare 16 anni e mezzo per omicidio volontario Herald Hespenhahn, l’amministratore dell’azienda. Una sentenza significativa che rincuora i familiari delle vittime e che offre numerosi spunti di riflessione, specie sulla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo l’incidente alla Thyssenkrupp, infatti, il governo si è subito operato per redigere un nuovo testo di legge sulla sicurezza sul lavoro che stravolgesse il D. Lgs. 626/1994, ormai quasi del tutto obsoleto e incapace di far fronte alle nuove esigenze della società verso questo importante tema. Risultato: l’emanazione nel 2008 del decreto legislativo n.81, l’attuale Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che, oltre a un nuovo e più ferreo impianto sanzionatorio, introduce degli obblighi prima inesistenti come una serie di piani formativi estremamente mirati, dedicati a figure fino a quel momento non esistevano. Una figura già presente nel vecchio dettato normativo ma spesso non considerata era, ad esempio, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il quale, con l’introduzione del nuovo Testo Unico, si è visto soggetto di importanza strategica e titolare dell’obbligo di frequentare corsi RLS nonché corsi periodici di aggiornamento RLS.
“Basta morti sul lavoro, ci vuole più sicurezza”. Era questo uno degli slogan che, a pochi giorni dal terribile incidente, i familiari delle vittime nonché tutti i lavoratori dell’azienda ripetevano a gran voce. Perché oggi come ieri il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è sottovalutato, viene percepito come un costo e non come un investimento. Per molti datori di lavoro è un inutile spreco di tempo e denaro mentre le tristi vicende che leggiamo ogni settimana sui giornali o ascoltiamo in televisione o alla radio, ci insegnano che purtroppo non è così. Basti pensare a quanto successo qualche giorno fa alla Saras. Continua a leggere

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apr 13

Il 21 marzo scorso, gli operai della Magneti Marelli di Cravalcore hanno tutti aderito allo sciopero di un’ora. Il motivo: denunciare i passi indietro che l’azienda continua a fare in materia di salute e sicurezza sui lavoratori. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (cioè quelle persone elette o designate all’interno dell’azienda, che rappresentano i lavoratori nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e che devono svolgere corsi RLS come previsto dal d.lgs. 81/2008, il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro) devono essere coinvolti in tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza sul lavoro, come dispone l’art. 50 del Testo Unico. Essi, però, come denunciano le RSU: sono invece “tenuti al margine di qualsiasi coinvolgimento, sia nella consultazione per la compilazione dei documenti di valutazione dei rischi che nei team operativi ufficiali dove si preferisce la consultazione di cosiddetti ‘capitani della sicurezza’ rispetto alle figure istituzionali previste dalla legge”.
Lo sciopero, detto anche “lo sciopero contro le spie” è stato indetto contro i c.d. Capitani della sicurezza, figure istituite dalla stessa azienda per fare rapporto contro coloro che non indossano i dispositivi di protezione individuale (DPI) previsti per legge. Insomma: l’azienda non coinvolge come dovrebbe gli RLS che hanno svolto gli appositi corsi RLS e sono quindi dotati di tutte le conoscenze necessarie per svolgere il loro ruolo, ma si avvale di questi Capitani, scatenando il disappunto dei lavoratori della Marelli, che non ci stanno. Continua a leggere

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apr 08

Secondo quanto disposto dalle più recenti disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ogni azienda è obbligata a designare o eleggere al suo interno un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (anche detto RLS). Si tratta di una figura che svolge un ruolo chiave nel luogo di lavoro, essendo, come riportato dall’art. 2, lettera i), del d.lgs. 81/2008: colui che rappresenta i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.Ed è proprio per via del suo importante ruolo che il d.lgs. 81/2008 dispone che il RLS frequenti corsi RLS: un base della durata minima di 32 ore, e, a cadenza annuale, uno di aggiornamento, nei casi previsti per legge. Continua a leggere

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apr 07

Come molti già sapranno, il d.lgs. 81/2008, l’attuale dettato normativo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro prevede un obbligo di formazione per tutti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, più comunemente chiamati con il nome di RLS. Tali rappresentanti, una volta eletti o designati come disposto dal d.lgs. 81/2008, devono frequentare corsi RLS come previsto espressamente dalla legge. Continua a leggere

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apr 06

Prima di parlare del corso di formazione e di addentrarci in quello che prevede la normativa, bisogna chiarire chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (detto più semplicemente RLS): l’articolo 2, alla lettera i), definisce come RLS quella persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Esso, una volta eletto o designato all’interno dell’azienda, deve frequentare corsi RLS che ha una durata minima di 32 ed è un obbligo previsto per legge. Tutti gli RLS, senza esclusione alcuna, devono frequentare corsi RLS base di 32. Continua a leggere

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apr 05

Quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro, molti tendono a pensare che sia solo una perdita di tempo, invece questo ambito è di fondamentale importanza. Puntare sulla sicurezza sul lavoro vuol dire, infatti, proteggere i propri lavoratori e quindi aumentare il benessere all’interno dell’ambiente lavorativo, migliorando la produttività. A tal proposito i corsi RLS (che ricordiamo essere obbligatori per legge e destinati a tutti gli RLS) rappresentano un percorso formativo di notevole rilevanza per una corretta realizzazione dell’organigramma della sicurezza all’interno della struttura lavorativa. Continua a leggere

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apr 04

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, più comunemente chiamato con il nome di RLS, è una delle “figure chiave” nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro. Nello specifico, come indicato dall’art. 2, lettera i), egli è quel soggetto eletto o designato per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Continua a leggere

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apr 01

In questo periodo di crisi, puntare sulla sicurezza sul lavoro è molto importante. Come sottolineano le numerose campagne pubblicitarie che il Governo sta veicolando attraverso i principali canali di comunicazione televisivi e radiofonici, puntare sulla sicurezza sul lavoro significa risparmiare (ricordiamo che sono previste salate sanzione per coloro che non si adeguano alla normativa adempiendo a tutti gli obblighi sanciti dal d.lgs. 81/2008, successivamente modificato dal d.lgs. 106/2009) e salvaguardare i propri lavoratori. Continua a leggere

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mar 29

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (più comunemente chiamato con il nome di RLS), come indicato dall’art. 2, lettera i) del d.lgs. 81/2008, è una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Come si evince dal dettato normativo, il lavoratore che ricopre l’incarico di RLS svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della sicurezza sul luogo di lavoro. Proprio per questo motivo, lo stesso d.lgs. 81/2008 ha previsto un percorso formativo per tutti gli RLS: il corsi RLS il quale ha una durata minima di 32 ore e i cui contenuti minimi sono elencati dallo stesso decreto. Continua a leggere

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set 17

L’articolo 37 identifica i contenuti minimi previsti per la formazione di diversi soggetti tra i quali i lavoratori, gli RLS, i dirigenti e preposti. Partendo da queste ultime figure ricordiamo che il dirigente, persona che ha il compito di attuare le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa in quanto tali devono essere destinatari di appositi corsi di formazione in materia di salute sicurezza sul lavoro e comunque questi in generale, nei confronti degli altri lavoratori, hanno l’obbligo di adempiere agli obblighi di informazione, formazione ed addestramento nei confronti dei lavoratori a loro sottoposti. Il dirigente ha infatti dovere di predisporre l’attività formativa e comunque di dare operatività alle proposte fatte dal responsabile del servizio di prevenzione protezione. Continua a leggere

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